Blind House: minimalismo e introspezione a Bangkok
Nel cuore di Bangkok, la Blind House di BOONDESIGN (2013) è una residenza su tre livelli pensata per coniugare la vita quotidiana con spazi dedicati alla meditazione. Il progetto dimostra come minimalismo e organizzazione spaziale possano creare un vero e proprio rifugio urbano privato.
Lontano da ogni estetica autocelebrativa, l’edificio lavora sulla sottrazione, sulla pausa, sull’ombra. All’esterno, la casa appare come una massa solida e silenziosa; all’interno, si apre gradualmente alla natura, alla luce mutevole e ai riflessi dell’acqua.
Assenza, presenza, consapevolezza: il racconto architettonico
L’intero progetto ruota attorno a tre concetti chiave — Assenza, Presenza e Consapevolezza — che diventano principi spaziali.Assenza si realizza nel grande piano in cemento che attraversa l’edificio secondo un asse diagonale: un elemento sospeso, capace di definire gli spazi lasciandoli liberi.
Presenza prende forma nella collina scolpita che nasconde il garage e un piccolo santuario, integrando topografia e funzionalità.
Consapevolezza emerge nel volume superiore: una massa chiusa, protetta da una griglia metallica ossidata che filtra la luce e crea una percezione semi-cieca. Lo spazio diventa intimo, raccolto, perfetto per la meditazione quotidiana.
Luce, acqua, materia
Al piano terra, le pareti vetrate dissolvono il limite tra interno ed esterno, lasciando entrare il verde come parte integrante dell’abitare.Un bacino d’acqua riflettente funziona come elemento bioclimatico e poetico: raffresca per evaporazione, cattura il cielo e lo offre come immagine mutevole da osservare in silenzio.
Il volume superiore, protetto dalla maglia metallica, agisce come filtro respirante: controlla la luce, preserva la privacy e disegna ombre mobili sulle superfici.
Ne risulta un microclima dolce, costruito con strategie passive che combinano orientamento, ventilazione naturale e ombreggiamento controllato: una sostenibilità silenziosa ma efficace.
È una lezione preziosa: anche nei contesti urbani più densi, l’architettura, attraverso luce e prospettive, può creare ambienti calmi e raccolti.
Blind House: Minimalism and Contemplation in Bangkok
In the heart of Bangkok, Blind House by BOONDESIGN (2013) is a three-storey residence designed to combine everyday living with spaces dedicated to meditation. The project demonstrates how minimalism and careful spatial organization can create a private urban sanctuary.Far from any self-celebratory aesthetic, the building works through subtraction, pause, and shadow. From the outside, it appears as a solid and quiet mass; inside, it gradually opens to nature, changing light, and the reflections of water.
Absence, Presence, Awareness: the Architectural Narrative
The entire project revolves around three key concepts — Absence, Presence, Awareness — which become spatial principles.Absence is expressed through a large concrete plane that crosses the building along a diagonal axis: a suspended element that defines spaces while leaving them free.
Presence takes shape in the sculpted hill that conceals the garage and a small sanctuary, integrating topography and functionality.
Awareness emerges in the upper volume: a closed mass, protected by an oxidized metal grid that filters light and creates a semi-blind perception. The space becomes intimate, enclosed, and ideal for daily meditation.
Light, Water, Material
On the ground floor, glass walls dissolve the boundary between interior and exterior, bringing greenery directly into the living space.A reflective water basin functions as both a bioclimatic and poetic element: it cools through evaporation, captures the sky, and offers it as a changing image to observe in silence.
The upper volume, protected by the metal mesh, acts as a breathing filter: it controls light, preserves privacy, and casts moving shadows across surfaces.
The result is a gentle microclimate created through passive strategies combining orientation, natural ventilation, and controlled shading — a quiet but effective form of sustainability.
It is a valuable lesson: even in dense urban contexts, architecture can use light and perspective to create calm and intimate environments.
immagini VIA
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